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#28 Il Protagonista della cosa

Nel 1922 Garino Canina classificò il Brachetto come: "..Tra i vini di lusso, il Brachetto appartiene alla categoria dei vini rossi dolci e aromatici: è infatti un vino con profumo speciale, moderatamente alcolico e zuccherino, non molto colorito che per lo più si consuma spumeggiante o spumante..". Tra le varie notizie che il Canina dava, molto importanto dal punto di vista storico, una delle più interessanti riguarda il fatto che il Brachetto fosse diffuso in particolare nel circondario di Acqui e di Nizza Monferrato, indicando, però, una produzione per il mercato di soli 500 hl. Possiamo quindi affermare che Garino Canina diventò il vero classificatore scientifico della Bottiglia di Brachetto. Purtroppo, dato che non risulta essere una persona che godeva di molta fama, non sono riuscita a reperire nessuna foto che ritraesse il protagonista della mia cosa.

#27 Il museo della cosa

Un eventuale Museo del Brachetto dovrebbe avere una sequenza di sale che dovrebbero essere disposte come a seguire un percorso della scoperta del Brachetto. Nella prima sala dovrebbe essere dedicata alla storia di questo vino, in modo da fornire al fruitore un inquadramento storico e temporale della cosa. Nella seconda sala dovrebbero essere presenti dei modelli dei macchinari utilizzati per produrre il Brachetto, e infine una sala dedicata all'assaggio di diverse bottiglie, per far conoscere la differenza tra i diversi tipi di produzione e di annate.

#23 La cosa nella Letteratura

La Bottiglia è presente in letteratura: "Per annegare il rancore e cullare l'indolenza di tutti i vecchi maledetti che muoiono in silenzio Dio, nel rimorso, aveva creato il sonno; l'Uomo vi aggiunse il Vino, sacro figlio del Sole!". (Baudelaire, da "Le vin des chiffoniers"); "Il vino sa rivestire la più sordida stamberga di un lusso miracoloso, e fa sorgere più d'un portico favoloso nell'oro del suo vapore rosso, come un sole che tramonta in un cielo nuvoloso" (Baudelaire ne "Le poison"); "allora tu laggiù consolerai col vino e il canto il male, e con i dolci colloqui la tristezza che ti sciupa" (Orazio, epodo XIII).

#19 La cosa nell'arte

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Il Bacco di Caravaggio : Non mancano nel Seicento le raffigurazioni pittoriche legate al tema pagano del recupero della tradizione classica, di cui protagonista è il Dio Bacco. In quest'opera Caravaggio ha raffigurato il dio romano Bacco, sintesi emblematica del contrasto tra sacro e profano e interpretazione in chiave moderna del rapporto tra tradizione classica e religiosità cristiana. Attinta dalle consuetudini figurative greco-romane è, infatti, la maniera di rappresentare Bacco, con il capo cinto da una corona di foglie di vite e grappoli maturi a bacca bianca e nera.Le gote e le dita delle mani rubiconde contrastano con il pallore del resto del corpo, ed incarnano l'ebrezza festosa di cui il dio era nume protettore.

#06 Il nome del luogo

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Il nome attuale deriva da quello latino Aquae Statiellae che i romani attribuirono alla città da loro fondata, nel territorio già dei Liguri Statielli, attorno alle sorgenti termali, nel II secolo a.C. Dalla tarda antichità compare come Acquis che in volgare sarà poi Acqui. Con il decreto del Presidente della Repubblica del 16 marzo 1956 viene aggiunta la denominazione "Terme".

#05 Il Mito

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Secondo la leggenda , Acqui sarebbe stata fondata da coloni greci, attratti dalla presenza nelle acque termali. La tradizione è scaturita dal nome "carystum", capoluogo dei Liguri Statielli, nome che era simile a quello di alcune città greche. Altro mito popolare nasce dal caratteristico odore dell'acqua della Bollente, quello dello zolfo. Si pensava, infatti, che sul Monte Stregone, da cui sgorga l'acqua della bollente, vi abitassero le streghe che con incanti magici riuscivano a rendere speciale l'acqua.

#03 Un Libro

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" Acqui Terme. Dall'archeologia classica al loisir borghese "di Vera Comoli Mandracci Editore: Cassa di risparmio di Alessandria Collana: Città e fortificazioni nell'alessandrino Anno edizione: 1999